Perchè A.A.M.P.I.A
Storia e nascita dell'associazione
A.A.M.P.I.A.
Il giorno 9 aprile 2010 alle ore 17:32 l'utente "paolaccio" iscritto nel forum "Apnea Magazine" apriva una nuova area di discussione dal titolo: "Miraggio Meloria, AMP facciamo qualcosa". L'ennesima discussione/dibattito su una controversa problematica che affligge da sempre solo ed esclusivamente una specifica categoria di fruitori del Mare: i Pescatori Subacquei in Apnea.
Il giorno 9 aprile alle ore 17:33 si sarebbe in realtà sollevato ed organizzato un movimento di veri
appassionati del Mare con lo scopo unico di capire e comprendere il significato di quello che da molti viene considerato come un vero e proprio atto discriminatoro nei confronti di una categoria, i pescatori subacquei in apnea, unici, veri fruitori selettivi dell'ambiente marino.
Da quel giorno memorabile, sono seguiti incontri, workshop, dibattiti, discussioni fino alla nascita di un vero e proprio movimento di Appassionati del Mare e della Pesca in Apnea in particolare. E dato che l'ultimo atto discriminatorio nei nostri confronti prendeva di mira una delle zone più amate del litorale Toscano, la neonata associazione non poteva che portare nella sua denominazione il nome delle famosissime secche già note in epoca storica: "Le Secche della Meloria".
Oggi A.A.M.P.I.A. (Associazione Ambiente Meloria Pesca In Apnea) è una realtà viva, dinamica e pulsante di vita. Un organico giovane, dinamico, composto da persone realmente unite da una unica grande passione: il Mare la Pesca in Apnea.
A.A.M.P.I.A.
Senza respiro, contempliamo il mare da un'altra dimensione
Le tappe che hanno portato ad "A.A.M.P.I.A."
Il 6 aprile 2010, sulla Gazzetta Ufficiale n.79 furono pubblicati il D.M. 21 ottobre 2009, “Istituzione dell’Area marina protetta denominata «Secche della Meloria»” ed il D.M. 28 luglio 2009, n. 217 “Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'area marina protetta «Secche della Meloria»”.
Orbene, come precedentemente già accaduto nelle altre Aree Marine Protette, ancora una volta il Regolamento approvato escludeva in modo categorico, dall’Area Marina Protetta “Secche della Meloria”, la tipologia di pesca che obiettivamente risulta, in assoluto, tra tutte quelle ammesse, la maggiormente selettiva. Esclusione che incredibilmente equiparava, di fatto ed ancora una volta, la pesca in apnea alle forme più distruttive della pesca professionale a strascico e con reti da circuizione.
I pescatori Livornesi, Pisani e tanti altri appassionati che frequentavano uno dei tratti di mare più interessanti della costa Toscana, per chi pratica la pesca in apnea, si sentirono da subito discriminati in modo incomprensibile; nell’AMP “Secche della Meloria” si consentivano infatti tutte le forme di prelievo eccetto quelle della pesca industriale e della pesca sportiva in apnea; quest’ultima però, con argomentazioni di sicuro impatto emotivo, ma prive di ogni fondamento logico, giuridico e scientifico.
Alcuni pescatori, conosciutisi sul forum di Apnea Magazine, cominciarono a chiedersi come poter opporsi a tale ingiustizia. Con il sostegno morale di tanti altri pescatori, anche residenti in regioni distanti dalla Toscana, attraverso un passaparola, decisero di incontrarsi per decidere quali iniziative intraprendere.
Nel frattempo, veniva redatta e condivisa, dal gruppo di pescatori, una petizione con raccolta di firme contro l’esclusione della Pesca sportiva in Apnea dall’Area Marina Protetta “Secche della Meloria”.
Martedì 13 Aprile 2010 si tenne quindi una riunione in Via Degli Asili a Livorno, alla quale parteciparono più di 100 appassionati, nel corso della quale fu discusso delle notizie apparse sulla cronaca locale in merito all’istituzione dell’AMP “Secche della Meloria”. In tale occasione furono inoltre descritti i contenuti della lettera di petizione ed esortati i partecipanti a sottoscriverla ed a farla sottoscrivere da tutti quelli che ritenevano l’esclusione della Pesca in Apnea dall’Area Marina Protetta, una discriminazione nei confronti dei suoi praticanti. Furono distribuiti volantini e moduli per la raccolta di firme, che da subito registrò la totale adesione dei presenti.
La sorpresa, nel vedere tanti appassionati, di quel gruppo di pescatori che aveva organizzato in breve tempo quell’incontro, che in una prima fase era stato ipotizzato potesse esser fatto presso un bar del litorale labronico, fu davvero molta. Tra questi alcuni importanti circoli locali, quali il Gorgona Club di Pisa ed il Ci.Ca.Sub “Garibaldi” di Livorno.
Il “manipolo”, come fu definito da qualcuno, iniziò a domandarsi cosa potesse essere fatto oltre alla petizione, che aveva prettamente uno scopo di sensibilizzazione dei soggetti che avevano partecipato alla stesura del decreto istitutivo dell’AMP e del relativo regolamento, e di quale forma giuridica avesse dovuto vestirsi.
Sin dalla prima riunione, l’Avv. Nicola Amodio, espose la sua idea di ricorrere in giudizio avverso il provvedimento ministeriale, presentando specifica istanza al TAR del Lazio.
Martedì 20 Aprile 2010 si tenne la seconda riunione in Via Degli Asili a Livorno; la mattina dello stesso giorno Paolo Abelli, presidente e fondatore di A.A.M.P.I.A. si era incontrato con il Presidente Provinciale della FIPSAS, con il Presidente del Consorzio Nautico Livorno, con il Presidente dell’Arci Pesca di Livorno, per rappresentare le iniziative e le ragioni di quel “movimento” che stava iniziando a fare i primi passi e cominciava a darsi una forma.
Nel corso della riunione iniziarono a formarsi delle linee di pensiero sempre più precise e condivise su “che cosa fare”, gli appassionati aumentavano, l’ipotesi di ricorrere al TAR diventava sempre più consistente, pur sapendo che ciò avrebbe necessitato di costituire una Associazione con personalità giuridica e, soprattutto, una raccolta di fondi per le spese legali.
Nel frattempo la raccolta di firme proseguiva; erano state raggiunte già 700 firme.
Mercoledì 5 Maggio 2010 si tenne la terza riunione in Via Degli Asili a Livorno; in tale occasione fu quindi convenuto che l’unica strada per opporsi a quella che per tutti era una evidente ingiustizia, era presentare un ricorso al TAR e per far ciò occorreva che si costituisse una Associazione senza scopo di lucro che raccogliesse le risorse necessarie per le spese legali. Nel frattempo si aggiungevano al gruppo nomi famosi della Pesca in Apnea locale e Nazionale, tra i quali l’Avv. Marco Paggini.
La raccolta di firme per la petizione proseguiva in modo frenetico: era stata raggiunta quota 1.400 firme e molte continuavano a pervenire.
Con grande entusiasmo, fu quindi deciso di percorrere una strada mai tentata, molto difficile e dispendiosa, ma agli occhi di tutti, l’uinica percorribile. L’alternativa sarebbe stata quella di arrendersi e subire ancora un provvedimento ingiusto. Al gruppo iniziale, cominciarono ad affiancarsi altri pescatori: si stava formando il Comitato di quella che poi sarà denominata A.A.M.P.I.A..
Superando molte difficoltà, Mercoledì 12 Maggio fu sottoscritto dai soci fondatori l’Atto notarile per la costituzione di A.A.M.P.I.A.. Lo stesso giorno fu nominato il Consiglio Direttivo, che fu onorato della partecipazione di Massimo Scarpati, un campione indiscusso della pesca in apnea che ha fatto la storia mondiale di questa disciplina, unitamente alle altre cariche.
Giovedi 13 maggio 2010 si concluse la raccolta di firme e la lettera di petizione, scaricabile nella sezione “Documenti”, fu spedita sui tavoli del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, della Regione Toscana, delle Provincie e dei Comuni di Pisa e Livorno ed al Parco Naturale Regionale “Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli”, Ente nominato gestore dell’AMP “Secche della Meloria”.
Furono raccolte più di 2.100 firme da tutta Italia.
La sera stessa si tenne un’incontro all’Hotel Golf di Tirrenia, per la presentazione di A.A.M.P.I.A., Associazione Ambiente Meloria Pesca In Apnea. Con grande sorpresa la sala delle riunioni era stracolma, alla presenza di grandi campioni come Marco Paggini, Maurizio Ramacciotti, Daniele Bacci, ed altri fortissimi atleti. Oltre agli interventi dei rappresentanti del Comitato, la riunione fu pregiata dell’intervento di Giorgio Volpe, Componente della Commissione Tecnico Scientifica, Settore Attività Subacquee della FIPSAS.
L’incontro fu un vero successo, alla presenza di giornalisti della carta stampata e di TV locali, vennero subito raccolte 130 adesioni; appena nata, A.A.M.P.I.A. vantava già 130 associati, con nomi di spicco della Pesca in Apnea quali Massimo Scarpati, Maurizio Ramacciotti, Marco Paggini, Daniele Bacci, ed altri fortissimi atleti.
Venerdì 14 Maggio 2010 fu creato un gruppo su Facebook (A.A.M.P.I.A.) che in sole due settimane annoverava oltre 300 iscritti.
Mercoledì 19 Maggio 2010 fu attivato il Sito Ufficiale dell’associazione; nel frattempo si registravano importanti adesioni e donazioni per il ricorso anche da circoli quali l’ASD AM (Apnea Magazine), il "GAL" - Gruppo Apneisti Senesi “L'Arbalete” ed aziende produttrici Nazionali quali la TOTEM-SUB, la OMERSUB, e la STC ITALIA.